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Illuminazione conforme ICH per le camere climatiche

Possiamo produrre camere climatiche con qualsiasi fonte di luce che soddisfino lo standard di emissione D65 / ID65. Ad esempio una lampada fluorescente a luce artificiale che combina luce visibile ed ultravioletta (UV), allo xenon o lampade ad alogenuri metallici. Lo standard D65 è riconosciuto a livello internazionale per la luce esterna, come definito nella norma ISO 10977 (1993). ID65 è lo standard di luce indiretta interna equivalente. Per una sorgente luminosa che emette radiazioni significativa sotto 320 nm, un filtro (s) appropriato può essere montato per eliminare tali radiazioni. Questo tipo di illuminazione soddisfa l’Opzione 1 delle linee guida ICH Q1B.

Oltre alle camere climatiche con illuminazione conforme ICH, realizziamo apparecchi con lampade fluorescenti bianche fredde. Esse sono progettate per un output simile a quello specificato nella norma ISO 10977 (1993); e una lampada fluorescente UV avente una distribuzione spettrale da 320 nm a 400 nm con un’emissione massima di energia tra 350 nm e 370 nm. Una percentuale significativa di UV dovrebbe essere in entrambe le bande di 320 e 360 nm e 360 a 400 nm. Questo tipo di illuminazione è secondo l’Option2 delle linee guida ICH Q1B.

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Camera climatica per test climatici su materiali edili

Test EN 1367-1

I materiali tendono a modificare le proprie caratteristiche in base alle diverse condizioni ambientali alle quali sono esposti.

A partire dalla natura di ciascuno e dall’utilizzo che ne verrà fatto, è fondamentale quindi poter essere in grado di prevedere la reazione di un composto in qualsiasi possibile situazione, prima di metterlo in commercio.

I materiali da costruzione

Il discorso assume ancor più importanza quando parliamo di materiali edili.

I composti che servono a realizzare le nostre case, i nostri edifici, devono essere sottoposti più degli altri a stress test e a riproduzioni di condizioni ambientali che simulino quelle reali:

parliamo quindi di test climatici per materiali da costruzione.

I cambiamenti climatici e i materiali da costruzione

Oggi come non mai, inoltre, gli edifici devono fare i conti con le conseguenze del cambiamento climatico, un tema al centro di numerosi recenti dibattiti.

Le costruzioni, soprattutto quelle progettate in tempi non recentissimi, hanno presentato un sensibile incremento dei danni negli ultimi anni. L’imprevedibilità delle condizioni meteorologiche (siccità, piogge e venti forti, temperature record – si veda il fenomeno delle isole di calore urbane) sta mettendo a serio rischio la tenuta dei nostri edifici.

Una vulnerabilità non gestibile, se non si corre ai ripari.

Il disfacimento di strutture per via degli effetti del cambiamento climatico è un fenomeno in aumento: uno dei vari esempi che abbiamo già trattato è quello del criosollevamento.

Test climatici  su materiali edili

Come costruire quindi edifici che siano meno soggetti a queste imprevedibilità?

Sottoponendo i materiali da costruzione a test di stabilità ed invecchiamento accelerato.

La crescente richiesta di prodotti da costruzione più resistenti, flessibili e meno esposti ai vari fenomeni climatici, ha conseguentemente aumentato la domanda di test più rigidi sui materiali da costruzione.

Allo stesso tempo, i vari centri di ricerca hanno elaborato norme e standard di riferimento per regolarizzare i vari processi.

Le norme di riferimento più diffuse sono: EN-1367-1, EN-12004; EN-1348

Come produrre quindi materiali da costruzione resistenti? Sottoponendo i materiali a test climatici.

L’esperienza di FDM – Environment Makers

FDM è nel campo dal 1949: negli anni abbiamo acquisito un know-how molto importante, divenendo leader nell’ambito dei test climatici su materiali, grazie ad un’innovazione ed un’attenzione al cliente unica.

Rispetto a quest’ultima, infatti FDM è in grado di fornire soluzioni totalmente personalizzate, anche da zero, in base ai diversi requisiti del cliente, a partire dal core business, quello delle camere climatiche.

Inondazione di calcestruzzo in ambiente climatico

Prendiamo il caso specifico del calcestruzzo.

Tante aziende ci contattano ogni giorno per eseguire proprio test in camera climatica per provini/campioni di materiali da costruzione come il calcestruzzo.

Il problema da risolvere è quindi testarne la resistenza a differenti possibili condizioni ambientali.

test climatici materiali edili

Il sistema vasche per camere climatiche FDM

 

Per effettuare prove di calcestruzzo in ambiente climatizzato, abbiamo creato un ambiente controllato con sistema di affogamento.

 

La camera climatica con sistema di allagamento FDM per test su materiali edili tratta il calcestruzzo immergendolo in acqua e controllandolo climaticamente tramite un sistema di vasche.

 

Il sistema vasche per le camere climatiche, permette di riempire e svuotare acqua in un contenitore situato dentro la camera climatica, senza l’apertura di essa.

Esso è composto da due contenitori del volume di 150 litri ciascuno.

test per la resistenza al gelo e al disgelo

Il riempimento del contenitore interno viene gestito da un dispositivo di livello.

Il riempimento e lo scarico dell’acqua avvengono tramite una valvola di carico/scarico situata in fondo ad entrambi i contenitori.

Il contenitore esterno è suddiviso in due parti, una contenitrice di acqua, e un’altra gestisce il movimento di essa.

Al suo interno è installata una pompa idraulica, una valvola di scarico e un termostato di temperatura per l’acqua.

sistema vasche test gelo disgelo

Il termostato è settato a 23°C dal costruttore, e gestisce l’esatta temperatura dell’acqua tramite una resistenza.

Di seguito potrai scaricare una scheda tecnica riassuntiva riguardo questo sistema.

 

Scarica scheda tecnica

 

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