differenza tra un incubatore e una camera climatica

Si può dire molto sulla differenza tra un incubatore e una camera climatica

 

Entrambi sono strumenti divenuti essenziali per la ricerca sperimentale scientifica, utilizzati nelle applicazioni più varie.

La differenza tra un incubatore e una camera ambientale può essere spiegata nel modo seguente:

 

Gli incubatori creano ambienti, le camere climatiche simulano gli estremi.

 

Ma effettivamente questa breve definizione non è abbastanza chiara.

 

Seguono infatti varie considerazioni, che possono essere riassunte affermando che la differenza tra un incubatore ed una camera climatica è che gli incubatori sono generalmente utilizzati per coltivare colture e le camere climatiche sono principalmente utilizzate in test industriali.

differenza tra un incubatore e una camera climatica

Gli incubatori creano ambienti e sono solitamente usati per coltivare colture

Versioni rudimentali di incubatori risalgono a secoli fa ed hanno attraversato, con complessità crescente, il corso della storia.

 

L’obiettivo principale di un incubatore è infatti semplice e senza tempo, ovvero creare un ambiente specifico ed ideale per la crescita.

 

Affinché questo sia possibile, lo strumento deve mantenere determinate condizioni di temperatura, CO2 ed ossigeno.

 

L’incubatore deve quindi essere in grado di creare un ambiente stabile e con variabili controllate.

 

Esistono diversi tipi di incubatori, alcuni abbastanza semplici e altri più complessi in cui è possibile controllare più variabili, ma l’idea di base è sempre la stessa:

 

(1) dispositivi di uso generale, che possono includere la convezione forzata o la convezione naturale;

(2) incubatori di biossido di carbonio, che creano ambienti per la crescita cellulare naturale;

(3) incubatori refrigerati, in caso di bisogno di temperature inferiori a quelle ambientali;

(4) incubatori agitatori, ideali per colture liquide ad esempio;

(5) incubatori BOD, per specifiche esigenze biochimiche di ossigeno.

 

Oggi, tuttavia, il mercato offre soluzioni che spesso combinano le suddette funzioni in un unico prodotto.

 

Gli incubatori sono disponibili in diverse dimensioni, dai dispositivi da tavolo a quelli delle dimensioni di una stanza.

 

In generale, non sono destinati all’uso con sostanze pericolose.

 

Pensateli piuttosto come strumenti per la crescita: ingegneria dei tessuti, terapia genica, immunoterapia, ricerca sulle cellule staminali ecc.

 

Tutti questi cosiddetti “medicinali per terapie avanzate” fanno uso di incubatori nella sperimentazione.

 

La ricerca agricola è sicuramente un altro campo in cui viene utilizzato un incubatore.

 

Lo strumento è, in sostanza, il cuore dell’attività di laboratorio.

 

 

differenza tra un incubatore e una camera climatica

Le camere climatiche simulano gli estremi e vengono solitamente utilizzate per i test industriali

 

Una camera climatica, chiamata anche camera ambientale, è fondamentalmente uno spazio chiuso per testare gli effetti di particolari condizioni su oggetti biologici, prodotti industriali, materiali di vario genere, dispositivi elettronici ecc.

 

La camera può avere dimensioni diverse, a seconda dei tipi di test richiesti: alcune sono così grandi da poterci entrare dentro.

 

In base al tipo di versione, presentano anche funzioni diverse: alcune per esempio possono avere schermi esterni digitali.

 

Le camere climatiche possono anche variare a seconda delle esigenze del particolare settore che le utilizza.

 

Una camera ambientale può essere utilizzata per test individuali su particolari articoli, preparazione di campioni per ulteriori test di un diverso tipo o riproduzione di condizioni ambientali di altri test.

 

L’idea non è solo di esporre componenti a circostanze diverse, ma anche di aumentare gli effetti per comprenderne l’impatto, testando condizioni estreme.

 

E per fare tutto questo con sicurezza, ovviamente.

 

I diversi tipi di test possono essere, ad esempio, test climatico o shock termico.

 

L’idea è di mettere gli oggetti all’interno della camera e vedere se resistono alle condizioni ambientali scelte.

 

Un test climatico è progettato per simulare un ambiente, esponendo un particolare oggetto a tali impostazioni.

 

Abbastanza simile a ciò che fa un incubatore.

 

Ma lo shock termico, ad esempio, è finalizzato a simulare cambiamenti in condizioni climatiche estreme in brevi periodi di tempo.

 

È la possibilità di simulare gli estremi a caratterizzare invece una camera climatica.

Esiste una vasta gamma di test:

 

  • temperatura ed umidità
  • esposizione ai raggi UV
  • invecchiamento accelerato
  • acqua
  • sale / nebbia
  • vibrazioni
  • urti
  • impatto
  • vento / pioggia
  • infiammabilità

 

e molti altri…

 

Questo tipo di test è realizzato in numerosi settori come l’elettronica, l’industria automobilistica, la plastica, il metallo, i giocattoli, i prodotti di carta, le sostanze chimiche, l’industria del cibo e molti altri.

 

La camera ambientale permette di conoscere il prodotto sotto ogni punto di vista.

 

Conclusioni

Per scoprire le condizioni ottimali per coltivare un particolare raccolto, ad esempio pepe di cayenna, tendenzialmente si utilizza un incubatore.

 

L’obiettivo è di trovare l’ambiente particolare più adatto a questo particolare seme.

 

Invece, per scoprire come una macchina fotografica si comporterebbe in un posto come la Siberia, con le sue temperature estremamente basse, o nella Death Valley, con il suo clima caldissimo, è preferibile utilizzare una camera climatica.

 

Un test potrebbe dover arrivare fino a -70°C (a seconda se si utilizza una camera monostadio o a doppio stadio) o fino a 90° C, per testare il prodotto in condizioni estreme.

 

Il mercato e i consumatori di oggi sono molto più esigenti, il che richiede che le merci siano testate in ogni modalità; non possiamo sapere se un prodotto commercializzato verrà esposto a condizioni estreme e dobbiamo quindi anticipare questa eventuale possibilità.

 

Come accennato all’inizio, la differenza tra un incubatore e una camera climatica è che gli incubatori creano ambienti; le camere climatiche simulano gli estremi.

 

Gli incubatori e le camere climatiche sembrano simili sulla carta, ma le camere climatiche potrebbero essere descritte come incubatori “pro”, con funzionalità più varie e un focus sugli esperimenti estremi.

 

Le camere climatiche sono fondamentali per preparare il prodotto da testare alle varie escursioni climatiche in giro nel mondo.

 

Scopri qui quali Camere Climatiche offre FDM

Cos’è il Fenomeno del Criosollevamento?

 

Il Criosollevamento (in inglese Frost Heaving) è un fenomeno naturale per il quale, in condizioni di gelo, il terreno si gonfia per via del ghiaccio penetrato in esso.

 

Il ghiaccio cresce verso l’alto: la crescita dei suoi cristalli è trattenuta dal terreno ma ciò non è sufficiente a contrastare la formazione di lenti all’interno dello stesso.

 

I cristalli di ghiaccio si legano quindi al terreno formando un unico blocco solido che infine lo solleva.

 

Normalmente la forza aumenta al diminuire della temperatura.

 

Questo pericoloso processo porta al danneggiamento di strade ed edifici, con vari gradi in base al tipo di terreno e al suo contenuto di umidità.

 

I ricercatori più importanti come Konrad, Morgenstern e Penner hanno studiato il sollevamento del gelo utilizzando diversi metodi di test di laboratorio, per analizzare il fenomeno da vicino.

 

Nel tempo, alcuni dei più importanti centri di ricerca di tutto il mondo, hanno voluto proporre metodi di test standardizzati per i laboratori.

 

Ciò per guidare questi ultimi nell’analizzare al meglio le caratteristiche del criosollevamento.

 

I maggiori punti di riferimento sono:

 

  • TRRL (Transport and Road Research Laboratory) nel Regno Unito
  • ASTM International (American Society for Testing and Materials) negli Stati Uniti

(ASTM D5918 )

  • JGS (Japan Geotechnical Society ) in Giappone (JGS 0172)

 

Come è Possibile Simulare il Criosollevamento?

 

Prevenire il Criosollevamento è estremamente importante ma per nulla semplice.

 

Un’importante cliente ci ha svelato la difficoltà nell’eseguire questo tipo di test e l’indisponibilità sul mercato di un’apparecchiatura che potesse verificare il fenomeno concretamente.

Per questo, in FDM, abbiamo sviluppato una macchina personalizzata in grado di eseguire automaticamente i relativi test del criosollevamento, simulando condizioni ambientali reali.

 

La Camera di Test SRU (FHU812) è stata sviluppata secondo lo standard britannico BS 812-214.

 

Essa è composta da due diversi ambienti: uno a temperatura controllata e uno in cui sono contenuti tutti i componenti di alimentazione e controllo per il funzionamento della macchina.

 

L’ambiente a temperatura controllata è diviso in un due contenitori.

 

  1. Contenitore acqua: posizionata in basso e contenente acqua mantenuta a 4°C
  2. Contenitore aria: posizionato in alto e contenente aria refrigerata a -17°C

 

Entrambi indipendenti l’uno dall’altro.

 

Tra i due contenitori c’è una culla intermedia e un sostegno di legno che include i campioni da testare.

 

La camera viene inoltre fornita con un telaio di riferimento e 9 barre di ottone.

 

Le 9 barre sono corrispondenti ai 9 provini che ghiacciando per capillarità fanno salire le barre di ottone.

 

test del criosollevamento

fig1. Composizione Camera di Prova per Criosollevamento FHU812

 

Come Funziona la Macchina SRU

 

Come funziona questa macchina?

 

Essa è esattamente una simulazione del fenomeno reale, imita quindi il congelamento del suolo.

 

L’acqua proveniente dall’ambiente a temperatura controllata si alza e si congela alzando le barre.

 

Il responsabile del test può così misurare il sollevamento di ciascun campione semplicemente misurando il sollevamento delle barre.

 

La macchina è dotata di un touch screen che automatizza il test il più possibile.

 

L’utente deve caricare la camera con i campioni, installare il telaio di riferimento, inserire le aste di ottone e quindi avviare il test con un pulsante sul touch screen.

 

La macchina si prenderà cura del resto avvisando l’utente ogni volta che è necessario prendere la misura del sollevamento.

 

Alla fine del test è possibile rimuovere la chiave USB e scaricare su un PC tutti i dati registrati delle undici sonde installate nel volume del test.

 

camera-climatica-per-criosollevamento

Come Facilitiamo i tuoi Test

 

In FDM siamo alla continua ricerca di soluzioni per migliorare i test ambientali in modo da agevolare i ricercatori scientifici con macchinari efficienti, affidabili e soprattutto personalizzati per ogni tipo di impiego.

 

Con questo progetto specifico, siamo riusciti ad aiutare un ricercatore che aveva bisogno di semplificare il suo processo di test.

 

Lo stesso ci ha rivelato che i risultati sono stati ottimali.

 

La SRU ha accelerato i processi di studio del nostro cliente del 60% rispetto ai suoi metodi precedenti e gli ha permesso di ottenere dei valori più affidabili.

 

In FDM teniamo ai bisogni di ogni cliente, ascoltiamo tutte le richieste e cerchiamo di rispettare tutti i tuoi requisiti di test, anche che si tratti di una singola macchina customizzata.

Contattando FDM avrai risposte immediate su fattibilità e costi per i tuoi progetti, con la massima trasparenza, professionalità e voglia di risolvere il tuo problema.

carbonatazione calcestruzzo

L’uomo iniziò ad utilizzare il cemento 5000 anni fa, per costruire monumenti che potessero resistere alla prova del tempo.

Gli antichi egizi utilizzarono una primordiale forma di cemento per costruire le loro piramidi

I romani la utilizzarono per costruire i loro imponenti acquedotti, che consentirono la rapida crescita dell’impero.

Nel 1824, Joseph Aspdin inventò il cemento Portland, che verrà utilizzato per le meraviglie moderne di cui godiamo tuttora.

Tuttavia, molte delle costruzioni antiche sono cadute o si trovano a rischio per via della carbonatazione del calcestruzzo.

Ma cos’è la carbonatazione e cosa rende il calcestruzzo così speciale? Continua a leggere per saperne di più e per scoprire in che modo i produttori eseguono test accelerati di carbonatazione.

 

Cos’è il calcestruzzo?

Il calcestruzzo è un materiale composto costituito da una matrice e da un legante. La matrice è l’aggregato di materiale roccioso, generalmente calcare, granito o ghiaia.

Il legante è tendenzialmente cemento Portland e tiene insieme la matrice.

In base alle equazioni di Bogue, il cemento Portland contiene tra il 60-67% di CaO, 17-25% di SiO2, 3-8% di Al2O3, 0,5-6% di Fe2O3, 0,1-4% di MgO, 1,3-3% di SO3 e .4 -1,3% di alcali.

La composizione chimica lo rende resistente, forte e gli conferisce la capacità di perdere plasticità e guadagnare in compattezza con la successiva aggiunta di acqua.

L’acqua viene aggiunta a una polvere secca e all’aggregato, dando origine ad una sostanza molle che il lavoratore può manipolare in qualsiasi forma.

Le strutture realizzate con cemento Portland tendono ad utilizzare un rinforzo di barra d’acciaio, creando una struttura resistente, in grado di supportare un grande peso senza piegarsi o rompersi.

Tuttavia, la più grande minaccia alle strutture in calcestruzzo è il processo di carbonatazione.

 

Cos’è la carbonatazione del calcestruzzo?

La carbonazione è la reazione chimica tra l’anidride carbonica CO2 e i composti di idratazione del cemento nelle strutture in calcestruzzo.

Il tasso di carbonatazione dipende da tante caratteristiche fisiche, come:

  • La preparazione sul posto
  • Produzione e protezione
  • La progettazione della struttura

 

Oltre ai sopra citati, anche altri fattori giocano un ruolo, come la posizione della struttura e la sua esposizione ai contaminanti.

Infine, anche fattori ambientali, come calore, pioggia, neve e umidità, hanno un ruolo nella carbonatazione.

Quali Sono gli Effetti della Carbonatazione?

La carbonatazione agisce nel calcestruzzo sempre più profondamente nel tempo, generalmente ad un ritmo proporzionale alla radice quadrata del tempo.

Ci vogliono solo poche ore affinché la superficie del calcestruzzo reagisca con la CO2 nell’aria. La reazione può raggiungere una profondità di 1 mm per il cemento spesso e una profondità di 5 mm per il calcestruzzo poroso e permeabile.

Questo processo provoca un effetto domino: in primo luogo la riduzione del ph, si abbassa cioè l’alcalinità naturale del calcestruzzo da pH13 a pH8.

Il pH più basso causa a sua volta la rottura dello strato di passivazione intorno all’acciaio, esponendo l’acciaio di rinforzo all’acqua e all’aria, causandogli quindi ruggine

L’acciaio, arrugginito, quindi si espande facendo forza sul cemento circostante.

Il calcestruzzo alla fine si spezza, indebolendo la struttura e mettendola a serio rischio.

La carbonatazione è una causa sospetta, tra le tante, dei crolli degli edifici di Lagos, in Nigeria: un esempio dei danni che un calcestruzzo non testato può causare.

 

Ci sono alcune buone notizie, però.

 

La maggior parte delle persone associa il processo di carbonatazione all’indebolimento dei rinforzi e al restringimento dell’acciaio, ma non tutti gli effetti sono negativi.

La carbonatazione aumenta anche la resistenza alla compressione e alla trazione del calcestruzzo. La chiave è trovare il giusto equilibrio. Per fare ciò, hai bisogno di test accelerati di carbonatazione.

Che Cos’è il Test di Carbonatazione Accelerata?

In termini semplici, questo test accelera la carbonatazione in un ambiente controllato.

È un modo per i professionisti del calcestruzzo di testare il loro prodotto e determinare la capacità dello stesso di durare in determinate condizioni. Questo test viene realizzato testando la resistenza alla corrosione.

Ogni test utilizza parametri diversi in base al tipo di condizioni in cui il calcestruzzo potrebbe trovarsi.

Alcuni di questi fattori includono:

 

  • La concentrazione di gas CO2 – Questo è un fattore particolarmente importante per il calcestruzzo utilizzato nelle città più inquinate
  • Umidità – È preferibile che l’umidità sia al 50% -70%. C’è meno acqua quando c’è umidità. L’acqua, quando è molta, inibisce la diffusione di CO2
  • Temperatura – Negli ambienti più caldi, c’è un più alto tasso di carbonatazione.
  • Rapporto acqua / cemento: determina il sistema dei pori del calcestruzzo e il grado di idratazione
  • Porosità e permeabilità

 

Il problema è che è difficile controllare tutte queste variabili senza l’attrezzatura adeguata.

Qualsiasi piccolo cambiamento in queste variabili può portare a risultati di test difettosi o a costruzioni inadeguate.

Infatti, anche quando i ricercatori tengono sotto controllo questi fattori, può restare una differenza tra ciò che viene osservato e ciò che invece accade in un reale ambiente naturale.

è impossibile infatti controllare ogni eventualità, ma è possibile aumentare le probabilità con la camera di test giusta.

 

Standard e Procedure per Testare la Carbonatazione del Calcestruzzo

I profili consigliati per i test di carbonatazione sono:

  • Livelli di CO2 al 4%
  • Livelli di umidità relativa al 65%
  • Impostazione della temperatura a 20°C
  • Controllo attivo della CO2
  • Un ventilatore di circolazione efficiente
  • Un mix di riferimento
  • Calibrazione e registrazione adeguata dei risultati

Si consiglia di condizionare i campioni in aria di laboratorio per un mese a 20-23 ° C.

Se si sta testando il calcestruzzo con un rivestimento protettivo, sarà necessario sabbiare i campioni prima di applicare il protettore.

Poi lasciali “in cura” per tre giorni.

Porta infine i campioni in laboratorio almeno tre mesi dopo averli selezionati.

Lo spessore ideale per il test è tra 40-50 mm per il test. Questo darà materiale a sufficienza per valutare i risultati.

test carbonatazione

fig.1: Test sperimentale di carbonatazione accelerata

 

 

Come Trovare la Giusta Camera di Test

Dovrai misurare diverse variabili per ogni tipo di calcestruzzo da testare.

Dovrai inoltre applicare valori diversi a queste variabili in base a dove verrà utilizzato il calcestruzzo.

Ad esempio, dovrai aumentare la quantità di umidità per testare il calcestruzzo utilizzato in Florida rispetto a quella per i test in Kansas.

Dovrai anche tenere conto del caldo durante tutto l’anno che la Florida ha rispetto al freddo degli inverni del Kansas.

Avrai bisogno di una camera di prova che permetta di le stesse variazioni rispetto agli esperimenti.

Avrai bisogno di una camera di prova che sia durevole nel tempo

Il test per la carbonatazione accelerata è un processo continuo

 

Possiamo aiutarti a trovare la tua camera ideale

Offriamo una vasta gamma di camere di prova per soddisfare qualsiasi esigenza di test.

È possibile scegliere tra varie dimensioni e due controller diversi, a seconda che si stiano eseguendo test di stabilità o test dinamici.

Lavoreremo con voi per trovare la camera ideale per i vostri test di carbonatazione del calcestruzzo. 

test-carbonatazione-calcestruzzo

Condizioni e procedura di un Test Climatico su Tessuti

Test climatico su tessuti

Inizialmente, prima di procedere ad effettuare il test climatico, è necessario comprendere la finalità del test e il tipo di materiale che andremo a provare. In base a questo, successivamente, ci saranno degli accorgimenti opportuni da tenere a mente e dei settaggi da impostare sulla camera climatica.

In questo caso specifico, tratteremo un test climatico su tessuti.

Dato il tipo di materiale così particolare, dovrai da subito tenere conto, prima di iniziare il test climatico, che non può essere eseguito prima di aver fatto riferimento ad una procedura iniziale o standard.

La norma ISO 139, regola il test climatico su tessuti e materiale da abbigliamento. Essa specifica che sarà necessario sottoporre il campione ad ambiente normale (Standard Atmosphere) per un periodo definito, in base al tipo di tessuto.

 

Condizioni del Test Climatico su Tessuti

Prima di spiegare la procedura del test climatico sulla tessitura, ci sono alcune condizioni che la norma di riferimento, ovvero la ISO 139, fissa, per un’affidabilità dei risultati finali del test.

La norma stabilisce delle condizioni climatiche e dei limiti alle quali il campione dovrà essere sottoposto. Spesso però, i laboratori di test tessili, tentano di eseguire una parte della prova con apparecchiature di condizionamento poco affidabili.

Le Camere climatiche progettate da FDM, invece, sono concepite proprio per effettuare questi tipi di test, in un ambiente unico.

Il test di resistenza, infatti, sarà completato unicamente all’interno della camera climatica, senza dover spostare il campione più volte e rischiare quindi di perdere affidabilità nei risultati finali.

Detto ciò vediamo in dettaglio le condizioni per un test affidabile.

Atmosfera iniziale (Standard Atmosphere)

Accennato già in precedenza, la definizione di “Standard Atmosphere”, è di portare il campione tessile in un clima iniziale prima di procedere al test climatico vero e proprio.

La temperatura ambientale, da impostare sulla camera climatica, dovrà essere di 20°C, mentre l’umidità relativa al 65%.

Il periodo in cui il campione dovrà essere soggetto al clima iniziale è variabile in base al tipo di materiale ed è definito dalla norma di riferimento.

Limiti di variazione

Durante tutto il periodo di test, l’ambiente in cui il campione sarà sottoposto non dovrà scostarsi dai limiti imposti dalla ISO 139:2005.

Infatti, la temperatura potrà variare al massimo di un ± 2°C, mentre l’umidità relativa del ± 4%.

Questi due limiti sono settabili direttamente nel controllore della camera climatizzata, che monitorerà costantemente i due parametri, grazie anche a delle sonde sensibili di temperatura e umidità.

Tolleranze del risultato finale

Tuttavia, anche seguendo la procedura di test alla lettera, ci saranno comunque degli agenti esterni, che condizionano l’esito finale.

Secondo la BRITISH STANDARDS, in particolare la norma BS4194:1967, un test climatico su tessuti può ammettere due tipi di tolleranze:

Tolleranza 1. Temperatura ± 2°C, Umidità relativa ± 5%

Tolleranza 2. Temperatura ± 1°C, Umidità relativa ± 2%

Si differiscono per il tipo di test che verrà eseguito.

 

Requisiti della Camera climatica

Ora puoi concentrarti sulla componente centrale: la camera per test climatico. Ci sono tre fattori principali da tenere presenti:

  • Il tasso di variazione della temperatura
  • Le dimensioni interne della camera
  • Il prodotto stesso da testare

Tasso di variazione della temperatura

La prima cosa da considerare, con qualsiasi camera di prova, è la temperatura, in particolare l’intervallo di temperatura disponibile e il tasso di variazione della temperatura.

Una camera standard varia da -25 °C a +70 °C. Le più performanti, possono raggiungere un range di temperatura più ampio.

Il tasso di variazione della temperatura è un parametro fondamentale per una buona riuscita del test. Questo valore definisce le prestazioni di una camera climatica ed è consigliabile che non superi ±0.2/0.3°C.

Le apparecchiature prodotte da FDM sono più che performanti, con una variazione della temperatura interna alla camera di appena ±0.1°C.

Dimensioni interne della camera

Si dovrebbero anche considerare le dimensioni interne della camera, che è tra i fattori più comunemente trascurati.

Per ottenere risultati accurati, la camera deve avere un flusso d’aria sufficiente, in relazione alla dimensione di ingombro dei campioni testati.

In caso di dubbio, è buona norma acquistare una camera leggermente più grande di quello che si pensa possa essere sufficiente.

Il prodotto da testare

Infine, anche il tipo di materiale che dovrà essere testato, determinerà quale tipo di camera scegliere.

FDM guida i clienti nella scelta della Camera climatica in base al tipo di test.

Ricorda che la camera deve essere calibrata correttamente per fornire risultati accurati.

 

Procedura per il test climatico su tessuti

Innanzitutto, controlla la temperatura ambientale dove la camera climatica è posizionata e verificare se la temperatura di esercizio rientra tra i dati dichiarati dal produttore.

Prepara e verifica la calibrazione delle sonde di registrazione della temperatura e dell’umidità (solitamente viene eseguita almeno una volta l’anno).

Posiziona i campioni di tessuto in modo che l’aria abbia libero accesso a tutte le superfici. Distribuire le superfici del tessuto, solo uno strato per ripiano.

Inizia la procedura di precondizionamento (ovvero lo Standard Atmosphere). Solitamente, il tempo sufficiente al precondizionamento, può essere raggiunto dopo quattro ore a 20°C e al 65% di umidità relativa.

Se non diversamente specificato, filati, fili e materiali simili devono essere esposti in forma di matassa.

Le prove impiegheranno fino a otto ore per le fibre animali o viscose e solo due ore per le fibre con un recupero inferiore al 5% con un’umidità del 65%.

Le fibre pesanti richiedono più tempo.

Se un tessuto contiene più di un tipo di fibra, allora dovrai prendere in considerazione il tempo di climatizzazione più lunga (cioè trova il componente che impiega il tempo più lungo per condizionare ed esegui il test per quel tempo).

 

Rapporto finale del test di resistenza

Infine, stila un report di test.

Il report di prova descrive tutti i processi, materiali e la procedura utilizzate durante i test. Evidenzia le condizioni di ogni fase, in modo da poter ipotizzare accuratamente perché un materiale ha reagito in un certo modo e fare poi le tue deduzioni.

In generale, il rapporto include:

  1. suddivisione del materiale testato
  2. apparecchiatura utilizzata
  3. condizioni di prova
  4. procedura di test
  5. risultati del test
  6. criticità del test
  7. osservazioni

L’importanza di tarare una camera climatica

Un cambio di temperatura anche solo di un grado può avere un impatto serio su prodotti industriali, dispositivi a base biologica, prodotti automobilistici ed elettronici.

 

Testare la temperatura per alcuni prodotti è una cosa d’importanza vitale in particolare nell’ambito dell’industria aeronautica. È dunque importantissimo tarare regolarmente una camera climatica.

 

Questa guida è nata per mettere a conoscenza l’utente dei numerosi benefici derivanti da una taratura, e analizzeremo:

  1. come andrebbe eseguita la taratura
  2. l’intervallo tra le varie tarature
  3. i fattori da prendere in considerazione quando si sceglie un laboratorio per la taratura
  4. i parametri che debbono essere considerati nella taratura.

Quali sono i vantaggi di tarare una camera ambientale

Col passare del tempo, la taratura di una camera climatica cambierà, proprio come ci si potrebbe aspettare da qualsiasi altro dispositivo dedicato alle misurazioni. L’unico modo per conservare l’accuratezza e godere le migliori prestazione, è di effettuare delle tarature periodicamente. Alcuni dei vantaggi della taratura sono:

 

La precisione

Una taratura frequente aiuta a conservare l’accuratezza delle camere climatiche e ad eliminare il rischio ed i danni potenziali che potrebbero derivare da misurazioni non corrette.

 

La coerenza

Se le camere climatiche non sono tarate possono fornire dei risultati che non sono coerenti relativamente ad un test, rendendo difficile arrivare ad una conclusione certa.

 

L’affidabilità

Se la taratura di uno strumento non è affidabile, i risultati che si ottengono non saranno affidabili neanche loro.

 

La fedeltà

Una camera climatica tarata garantisce che lo strumento sia conforme agli standard industriali ed amministrativi e che si possa usare in completa sicurezza.

 

La tracciabilità

Ogni volta che una camera climatica viene tarata, vengono forniti dei documenti cartacei. Ciò aiuterà nel rintracciare la deviazione di questo strumento così come aiuterà a creare un corretto intervallo di taratura.

L’Intervallo tra le Tarature

Lo scopo primario della taratura è rappresentato dal garantire l’accuratezza e l’affidabilità dei vostri apparecchi. L’uso costante di strumenti di misura li espone ad un certo consumo, cosa che naturalmente ha un impatto sul loro rendimento.

 

Per conservare un’efficienza complessiva di una camera climatica, la taratura deve essere effettuata più frequentemente possibile. L’intervallo tra le tarature dipenderà dai seguenti fattori:

 

I consigli del fabbricante

I fabbricanti di camere climatiche in genere forniscono delle informazioni su quando e come lo strumento deve essere tarato. La cosa può fornire la base per la taratura ma anche altri fattori devono essere considerati per trovare quello che è l’intervallo giusto.

 

Prima o Dopo un Grosso Progetto

È vitale assicurare che una camera climatica funzioni in modo ottimale prima di partire con un grosso progetto. Infatti, che sia stata usata per grossi progetti per lunghi periodi di tempo dovrebbe essere tarata comunque. Ciò perché un utilizzo frequente può avere grande impatto sull’accuratezza e sulle prestazioni dello strumento stesso.

 

Durata e Grado di Utilizzo

Idealmente, la durata ed il grado di utilizzo dovrebbero essere i fattori che determinano la necessità di una nuova taratura. Ciò significa che ogni taratura dovrebbe essere fatta su misura e variare la frequenza in corrispondenza al suo utilizzo.

 

Traumi Subiti dalle Attrezzature

I traumi subiti dalle attrezzature sono quasi inevitabili e la cosa più comune con le camere climatiche è un sovraccarico interno che in genere è la causa di un intenso utilizzo. Quando si presenta un sovraccarico, è importante ricalibrare la camera climatica prima di usarla di nuovo.

Tutti i criteri summenzionati dovrebbero essere presi in considerazione quando si appronta un programma di taratura. Alla lunga una taratura fatta in modo saltuario costerà molto di più se la paragoniamo ad una taratura effettuata con regolarità.

 

Leggi anche: A cosa serve una camera per test ambientale?

 

Cosa dovrebbe essere compreso nel servizio di taratura

Quando si cerca un fornitore in grado di effettuare la taratura, bisogna assicurarsi che offra un servizio omnicomprensivo. Per una taratura di qualità è importante che le seguenti voci siano incluse;

 

Test di Misurazioni Accurati

L’obiettivo di taratura è garantire la sua accuratezza e dei risultati affidabili. Quando si sceglie un fornitore perché effettui una taratura bisogna essere sicuri che lo stesso disponga di strumenti accurati per fare il test.

 

Misurazione del Coefficiente di Incertezza

Il fornitore che avete scelto dovrebbe essere in grado di valutare il coefficiente di incertezza presente nelle misurazioni dello strumento da tarare. La conoscenza del coefficiente di incertezza è importante per il calcolo dell’accuratezza delle misurazioni. Sarete anche in grado di determinare come cambia il rendimento dello strumento di misurazione.

 

Misurazioni e Tracciabilità delle Tarature

La tracciabilità è il fattore chiave per avere una calibrazione affidabile, ma da molte persone viene data per scontata. Se le misurazioni e le tarature sono tracciabili, è possibile risalire agli standard nazionali per ottenere una qualità più alta.

 

Attestato di Taratura

Un fornitore di servizi di qualità per la calibrazione, vi fornirà sempre un attestato per la taratura effettuata. Questo documento contiene dati sulla taratura e serve anche come prova che il vostro apparecchio sia stato tarato correttamente.

Come scegliere un buon laboratorio per la taratura

Competenza e conformità agli standard più elevati dovrebbero essere le vostre priorità quando cercate un laboratorio in grado di tarare il vostro strumento. Le seguenti linee guida vi aiuteranno nella scelta del fornitore più adatto.

Un Laboratorio Accreditato VS un Laboratorio Non Accreditato

Sia i laboratori accreditati che quelli che non lo sono possono fornire servizi di taratura. È importante comprendere cosa vuol dire essere qualificati. Un laboratorio per la taratura che sia stimato viene definito qualificato se segue dei criteri che sono stati stabiliti da organismi accreditati i quali comprendono l’ambiente del laboratorio, il personale e la tracciabilità. Scegliere un laboratorio accreditato garantisce la correttezza del servizio di taratura che riceverete.

 

I Vantaggi della Scelta di un Laboratorio Accreditato

  • Fiducia nei risultati della taratura
  • Personale tecnicamente competente
  • Tracciabilità delle Attrezzature
  • Ambiente del Laboratorio Controllato
  • Nessuna Incertezza nelle misurazioni.

 

I Laboratori di taratura accreditati debbono seguire gli standard industriali più elevati, ISO/IEC 17025

Cos’è una camera di crescita e in che modo può aiutare la tua ricerca?

A cosa servono le camere di crescita

Quando pensi alle persone importanti nel corso della storia, chi ti viene in mente?

La maggior parte della gente pensa ad Albert Einstein, a Madre Teresa, a Charles Darwin o a Nelson Mandela. Questi sono stati grandi personaggi, ma forse ne stiamo dimenticando uno che probabilmente li batte tutti. Conosci Norman Borlaug?

Probabilmente non ne avrai mai sentito parlare, e questo è un vero peccato. Il signor Borlaug, usando la ricerca agricola, ha salvato un miliardo di vite.

Il Dr. Borlaug ha prodotto un ceppo di grano messicano ad alto rendimento e resistente alle malattie che ha contribuito a scongiurare una crisi alimentare globale negli anni ’50 e ’60. Il suo esempio ha portato allo sviluppo di nuovi strumenti di ricerca agricola, tra cui la camera di crescita delle piante.

Cos’è una camera di crescita delle piante?

Le camere di crescita consentono ai ricercatori di controllare le condizioni climatiche durante lo studio delle piante. Ricercatori, biologi e altri professionisti possono controllare l’umidità, la temperatura, la luce e altri fattori.

Le camere climatiche aiutano i patologi delle piante a combattere le malattie e i genetisti sviluppano colture alimentari più robuste. Forniscono dati indispensabili per la germinazione dei semi, che il prossimo Norman Borlaug utilizzerà per combattere le future crisi alimentari.

Come possono aiutare la ricerca le camere di crescita delle piante? Diamo un’occhiata a come vanno a beneficio nella ricerca agricola.

Riproducibilità

La riproducibilità è uno degli elementi fondamentali della scienza sperimentale.

La riproducibilità di uno studio è la capacità di altri ricercatori di duplicare esperimenti. Ciò consente ad altri di confermare o meno lo studio originale.

Le camere di crescita fanno ciò consentendo ai ricercatori di impostare determinate variabili durante il test.

Senza camere di crescita, potrebbero esserci variazioni in altri fattori che sono al di fuori di una simulazione ambientale. Piccoli fattori, ad esempio alcuni momenti di luce solare al giorno o la composizione dell’aria, possono causare variazioni drammatiche dei risultati.

Le camere di crescita ambientale assicurano gli stessi fattori durante tutto il processo di verifica.

Test ideali per le regioni in fase di crescita

Una delle maggiori preoccupazioni per gli scienziati agricoli è la mancanza di terreni coltivabili. Molti paesi in tutto il mondo affronteranno carenze di terreni agricoli nel prossimo futuro. Questo problema, insieme alla mancanza di manodopera agricola specializzata, ai cambiamenti climatici e ad una popolazione mondiale in forte espansione indica una imminente crisi alimentare.

Nel Regno Unito, si prevede che ci sarà una carenza di fattorie entro il 2030. In Africa e in altre parti del mondo, il problema non è la mancanza di terra, ma la mancanza di terra coltivabile. Gli esperti ritengono che la popolazione mondiale crescerà fino a 11,2 miliardi di persone entro la metà del 2030.

L’esplosione demografica porterà ad una carenza di risorse, in particolare di cibo. Secondo alcuni esperti in materia avremo due soluzioni:

  1. Le persone potrebbero smettere di riprodursi. Questo deve ancora accadere nella storia dell’umanità, quindi è lecito ritenere che le persone non smetteranno di avere figli.
  2. Possiamo fare un uso migliore della terra che abbiamo.

Le camere di crescita, in questo senso, consentono ai ricercatori di sviluppare prodotti a grana alta che utilizzano meno terra e producono più cibo. Aiutano anche a determinare quali regioni del mondo producono il meglio di una determinata coltura.

In futuro, è quasi garantito che la produzione alimentare avrà un approccio globale per soddisfare i bisogni dell’umanità. Alcune nazioni coltiveranno cibo al solo scopo di esportare mentre altre ne importeranno. Abbiamo visto gli inizi di questo approccio negli ultimi 50 anni e questa tendenza dovrebbe continuare.

Le camere di crescita consentono ai ricercatori negli Stati Uniti di testare la vitalità delle colture in un clima come quello dell’Asia o dell’Africa. Questa ricerca è attualmente la nostra migliore speranza di allontanare una crisi alimentare che potrebbe portare a milioni, se non miliardi, di persone alla fame.

Una camera di crescita ti aiuta a fare e testare le previsioni

Il segno distintivo di una buona teoria è la capacità di fare previsioni sugli eventi futuri. Nel caso delle scienze agrarie, ciò avviene prevedendo cose come rendimento e sopravvivenza.

In passato, uno scienziato sviluppava un nuovo tipo di grano che riteneva potesse sopravvivere a una stagione di crescita più corta. Quindi avrebbero dovuto testare il loro raccolto nell’ambiente reale. Se il loro grano non sopravviveva, significava anni di lavoro sprecato e altre bocche affamate da sfamare.

Ora, gli scienziati possono fare una previsione e utilizzare camere di crescita per simulare temperatura e umidità ideali per una stagione di crescita più breve. Se la previsione risulta sbagliata, possono iniziare a lavorare su una soluzione immediatamente.

Questo tipo di ricerca dinamica porta alla creazione di nuove colture. I ricercatori possono adattarsi ai cambiamenti dei modelli climatici e ad altre condizioni. La carenza d’acqua avrebbe potuto devastare le comunità in passato. Ora siamo in grado di pianificare tutto ciò in anticipo grazie alle camere in crescita e la loro dinamicità.  

Permettici di aiutarti a innovare il modo in cui cresce il nostro cibo

Offriamo una vasta gamma di prodotti che soddisfano le esigenze di biologi e ricercatori in tutto il mondo. Abbiamo progettato i nostri prodotti per darti l’adattabilità e la riproducibilità di cui hai bisogno per migliorare la tua ricerca.  

Che tu sia in un laboratorio indipendente, in un ambiente aziendale o in un’istituzione educativa che ha bisogno di una camera di crescita, i nostri prodotti sono perfetti per te. Siamo in grado di produrre camere di prova ICH con qualsiasi fonte di luce, offrendo un’ulteriore flessibilità.

Se hai domande, contattaci oggi e il nostro team ti risponderà !

Introduzione alla Camera Climatica

Una Camera Climatica è uno spazio chiuso in cui è possibile controllare varie condizioni ambientali come il calore e l’umidità.

Alcune camere possono simulare anche la corrosione attraverso l’introduzione di spray salino nella camera.

Le dimensioni di queste camere possono variare notevolmente a seconda del prodotto che deve essere testato.

Le dimensioni variano dai 20 fino a 400.000 litri, che è abbastanza grande da poterci testare un intero camion!

Ma a cosa serve una Camera climatica?

La funzione principale delle camere per prove ambientali, è testare in condizioni climatiche estreme il comportamento dei prodotti che generalmente utilizziamo tutti i giorni.

Ad esempio, un’auto che funziona molto bene in climi asciutti può smettere di funzionare in ambienti umidi.

 

Le camere ambientali consentono ai produttori di stressare i loro prodotti in un unico ambiente.

È possibile simulare il prodotto in un clima di tipo continentale, quindi di inverni freddi ed estati calde, piuttosto che un clima di tipo mediterraneo concentrato con temperature più elevate.

Le camere ambientali correttamente calibrate, possono generare risultati affidabili che riflettono le prestazioni del prodotto nel mondo reale.

 

Come funziona una Camera climatica?

Il principio di funzionamento della camera ambientale è che tutte le condizioni possono essere controllate manualmente attraverso una varietà di processi meccanici.

La temperatura è controllata tramite resistenza elettrica per riscaldare o unità di refrigerazione per raffreddare la camera.

 

Per simulare l’effetto corrosivo del mare, ad esempio, viene spruzzata una soluzione salina attraverso un ugello interno alla camera, creando una nebbia sottile che riveste l’intero prodotto.

L’umidità nella camera di prova può essere simulata in due modi diversi: tramite evaporazione dell’acqua con una fonte di calore o con la tecnologia ad ultrasuoni.

 

Il vapore acqueo viene solitamente introdotto in una camera di prova tramite un generatore di vapore che riscalda l’acqua e crea vapore. Questo vapore sale verso l’alto della camera ambientale, dove viene nuovamente raffreddato, aumentando l’umidità totale nella camera di prova. Questo metodo è utile perché può generare umidità elevata in camere grandi molto rapidamente.

 

 

Gli svantaggi sono che si tratta di un processo ad alta intensità energetica che può anche influire sulla temperatura all’interno della camera di prova.

 

Gli umidificatori ad ultrasuoni non fanno affidamento al calore per trasformare l’acqua in vapore.

Il vapore acqueo viene creato facendo scorrere l’acqua su un diaframma che vibra a frequenze ultrasoniche.

Le goccioline formate da questo metodo sono estremamente sottili e possono evaporare rapidamente nell’aria nella camera di prova.

L’aria umidificata viene quindi trasferita nella camera di prova. Il sistema utilizzato nelle camere per test climatici FDM è secondo noi il più efficiente.

I principali vantaggi dell’utilizzo della tecnologia ad ultrasuoni sono:

  • Prestazioni maggiori nel produrre umidità
  • Maggiore efficienza energetica
  • Sistema silenzioso durante il funzionamento
  • Funzionamento a freddo, quindi non produce ulteriore calore
  • Produzione immediata dell’umidità

 

Per garantire che i test dei prodotti siano accurati, i produttori devono sapere come calibrare una camere climatica.

Se sei interessato a sapere perché è così importante tararla leggi questo articolo.

La corretta calibrazione delle camere di prova è essenziale per risultati affidabili e coerenti.

Le varie camere di prova avranno diversi processi di calibrazione, a seconda di come funzionano le camere ambientali e di quale settore viene utilizzata la camera, quindi è fondamentale contattare il produttore della camera per scoprire quale sia la procedura corretta prima di iniziare il processo di calibrazione.

La crescita della pianta Arabidopsis, conosciuta per essere oggetto di studi di ricerca, è fortemente influenzata dalle condizioni climatiche. Con alcuni suggerimenti professionali e le corrette condizioni ambientali controllate, è possibile ottenere risultati ottimali. Continua a leggere per scoprire il metodo migliore per coltivare l’Arabidopsis thaliana.

Arabidopsis thaliana: cosa è?

Arabidopsis thaliana è stata la prima pianta con genoma sequenziato, infatti è una delle piante preferite riguardo agli studi di ricerca nel mondo vegetale. Oltre a questo, la Arabidopsis thaliana è una piccola pianta con fiori bianchi originaria della zona Eurasia.

Ambiente idela per crescere la pianta di Arabidopsis

Ambienti di crescita

L’Arabidopsis può essere coltivata in diversi modi e mezzi come serre, camere di crescita e ambientali, all’aperto o in scaffali illuminati. Se il metodo di crescita viene applicato correttamente e il piano di manutenzione viene seguito attentamente, consente alla pianta di crescere velocemente. Inoltre ricreare un ambiente consono alla pianta, è considerato un requisito per una ricerca accurata.

Condizioni di crescita

Dopo tre o cinque giorni di semina, i semi della maggior parte germinano. Con una nutrizione continua di luce, acqua e un livello di temperatura approssimativo di 23°C, i primi fiori possono essere previsti entro quattro-cinque settimane e la raccolta dei semi in otto-dieci settimane.

Si prevede che le condizioni ambientali negli habitat naturali creino diversi fenotipi rispetto ad un ambiente ricreato. È importante tenerlo a mente quando si studiano le differenze tra loro.

Illuminazione specifica

Ci sono vari modi per assistere l’Arabidopsis nella sua crescita dal punto di vista del fotoperiodo. L’intensità più raccomandata è 120-150 μmol / m2sec, anche se a volte potrebbe richiederne di più. Sintomo però di illuminazione eccessiva, è quello di colorazione delle foglie in viola, quindi condizione di stress determinante per la pianta perchè può scaturire la sua morte.

Temperatura specifica

La temperatura ottimale per la crescita di Arabidopsis è al massimo di 22-23°C. Si sconsiglia di superare il range di temperature per questa pianta e si consiglia di non scendere sotto i 16°C, specialmente nelle prime fasi della crescita. Le piante più vecchie di Arabidopsis thaliana, che hanno superato la fase di “rosetta”, sono in grado di sopportare il calore meglio delle piante più giovani. A temperature più basse le piante sono note per entrare in uno stato vegetativo che ritarda la fioritura. Alcune variazioni annuali invernali della pianta, tuttavia, richiedono un periodo di freddo per iniziare il processo di fioritura. Molte delle piante giovani di solito di età compresa tra 2 e 4 settimane, delle variazioni invernali della pianta richiedono di essere poste a 4°C per uno o due mesi per accelerare il processo di fioritura.

Umidità

Mantenere un’umidità uniforme intorno al 50-60% è ottimale per una crescita sana delle piante. L’umidità relativa è un fattore determinante per il fabbisogno idrico della pianta. Se l’umidità relativa è troppo alta, superiore al 90%, il risultato più probabile è la sterilità della pianta. Alcuni coltivatori utilizzano una bassa umidità relativa, inferiore al 50% per raggiungere la maturazione silique.

Camere di crescita delle piante personalizzate

Le camere di crescita garantiscono un ambiente perfetto per la crescita della Arabidopsis thaliana. Infatti, con esse, è facile controllare con precisione il fotoperiodo, la temperatura, l’intensità della luce e spesso anche l’umidità. Le camere di crescita possono essere dotate di temperatura controllata, con ventilazione variabile e climatizzazione e condizioni di crescita personalizzate. Le serre, d’altra parte, possono offrire tali servizi ma sono esposte a deviazioni di temperatura più elevate a causa dell’esposizione alla luce solare. Se la struttura che deve essere utilizzata per la crescita di Arabidopsis è stata utilizzata con un’altra specie prima, dovrebbe essere pulita a zero per evitare l’uso di pesticidi o la perdita di piante sane a causa di infestazioni o parassiti.

La conservazione dei semi di Arabidopsis

I piccoli semi di Arabidopsis si reidratano in modo molto rapido quando sono esposti a qualsiasi fonte di umidità elevata. Se si deteriorano, perdono vigore e se il processo non viene fermato, perdono la capacità di germogliare del tutto. La correlazione tra umidità, temperatura e altri fattori sconosciuti di ordine cellulare determinano “l’invecchiamento” dei semi. I semi di Arabidopsis thaliana hanno mostrato storicamente resistenza e vitalità per lunghi periodi di conservazione se le condizioni sono state mantenute correttamente.

Quando i semi sono esposti all’umidità relativa ambientale e a temperatura ambiente, perdono la vitalità in circa un arco di due anni. Tuttavia, se la temperatura è compresa tra 4°C e -20°C, i semi essiccati possono essere conservati per decenni e rimanere vigorosi come il primo giorno. L’umidità della camera controllata a 4°C per lo stoccaggio dovrebbe essere compresa tra il 20 e il 30% per garantire che i semi non siano reidratati. Se l’obiettivo è quello di conservare i semi per periodi di tempo più lunghi (più di cinque anni), temperatura sotto lo zero e un massimo del 20% di umidità relativa.

camera-ambientale-portatile

Ecco qui l’ultima e performante camera climatica per prove ambientali portatile che FDM ha realizzato per specifiche esigenze del cliente.

È un dispositivo di nuova generazione progettato con materiali e tecnologie innovative, abile a testare i campioni in condizioni atmosferiche estese.

Questa Camera climatica trasportabile, concepita con volume ridotto (40C180V25) è un dispositivo di regolazione PID (Proporzionale Integrale Derivativo) che può essere utilizzato per testare condizioni di “stabilità”.

Il peso complessivo è al di sotto degli 80 Kg!

In alternativa, può essere equipaggiato con un controller programmabile per la prova ciclica; in questo caso possiamo manipolare la temperatura e l’umidità rendendo la prova molto più dinamica.

Il campione può essere facilmente sottoposto a più parametri ambientali con i suoi attributi avanzati.

Abbiamo personalizzato la camera climatica secondo le specifiche fornite dal cliente.

Un elemento fondamentale richiesto, è stato di progettare il più possibile la camera ambientale compatta, quindi facile da trasportare per essere impiegata in vari laboratori.

La camera climatica per prove ambientali portatile è configurata per un cliente specifico che ci ha richiesto di risolvere una particolare condizione di prova e trasportabilità.

Questa camera ambientale è costituita da numerosi vantaggi, che la rendono “unica” rispetto ai suoi “aspetti”.

La missione di FDM è stata di poter soddisfare le necessità del cliente, riducendo tutta la tecnologia racchiusa in una camera climatica standard, in un apparecchio compatto e con prestazioni ben più estese.

I vantaggi di questa nuova camera ambientale sono molteplici:

  • Vasto range di condizioni climatiche, con temperature comprese tra -40°C e + 180°C e con umidità relativa variabile dal 30% al 98% e con un intervallo di fluttuazione inferiore a 3.
  • Il materiale utilizzato per fabbricare questo dispositivo è di ottima fattura. La parte esterna è realizzata in “acciaio zincato verniciato bianco” e l’interno è realizzato in “acciaio inox AISI 304”.
  • Il dispositivo è isolato e privo da CFC e HCFC.
  • Il suo interno è costituito da una griglia in acciaio, removibile e regolabile in altezza secondo necessità.

Si tratta fondamentalmente di una camera ambientale a singolo riparo, con le sue dimensioni interne ed esterne adatte a classificarlo come “portatile” in quanto pesa solo 80 kg.

Dimensioni esterne sono [mm]:

  • Larghezza: 444
  • Profondità – 695
  • Altezza – 690

Dimensioni interne sono [mm]:

  • Larghezza – 300
  • Profondità – 235
  • Altezza – 295

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Puoi scaricare quì la scheda tecnica completa

Con questo spazio interno molto compatto, può essere sottoposto a qualsiasi campione di volume fino a 25 litri, il che è piuttosto impressionante per quanto riguarda le sue prestazioni climatiche.

I parametri elettrici configurati in questo dispositivo sono i seguenti:

  • Il consumo di energia a 37°C è 0,5 [kWh/h]
  • La tensione capacitiva è di 220/240 V
  • Frequenza di alimentazione di 50 Hz
  • Potenza nominale di 1 kW e tensione nominale (fase) di “1-“
  • Fusibile dell’unità di 16 A

La caratteristica che rende la camera climatica per prove ambientali portatile unica nel suo genere sono le misure di sicurezza prese in considerazione per soddisfare la richiesta dei nostri clienti, è immune da qualsiasi incidente indesiderato che potrebbe verificarsi durante il periodo di prova.

Queste misure di sicurezza consistono in:

  • Controller di monitoraggio costante: riduce al minimo la possibilità di sbalzi dei valori di test.
  • Funzione di allarme e sicurezza elevata: in questa funzione, l’allarme audiovisivo si attiva ogni volta che la temperatura diventa troppo “CALDA” per il campione di prova.
  • Dispositivo di sicurezza con reset manuale Classe 1 (DIN 12880).

Riassumendo: è portatile, è precisa e performante.

Può essere utilizzata in qualsiasi condizione di test grazie alle sue caratteristiche “dinamiche”. In altre parole, una camera ambientale smart!

Poiché la domanda di componenti elettronici, in particolare di semiconduttori, continua a crescere rapidamente, una delle sfide che l’industria sta affrontando è il tempo necessario per testare tali componenti. Uno dei test più conosciuti è il Bias (THB in breve), in cui vengono fatti stress sul campione di umidità e temperatura, ed è una soluzione valida, ma con un impiego di oltre 1000 ore per ultimare il test e questo ha rappresentato uno dei motivi per cui è sorto un altro tipo di test, l’HAST test, Highly Accelerated Temperature e Humess Stress Test. Questo tipo di test offre vantaggi significativi. La prova di HAST impiega tra le 96 e 100 ore per test, spesso anche meno, che ha dato significativi risparmi di tempo e un’impatto positivo sul business, ed è così che è diventato rapidamente il più dominante dei metodi di test di resistenza per i dispositivi a semiconduttore. Sebbene sia principalmente collegato ai test sui semiconduttori, il test HAST viene utilizzato su una varietà di componenti elettronici compatti ermeticamente sigillati e non sigillati per fornire risultati di test rapidi per una varietà di situazioni e necessità.

 

Le norme di prova dell’HAST test

Il tempo non è l’unico elemento ad incidere sul test, ad esempio il THB test deve essere impostato con i parametri di temperatura e umidità 85°C e 85% R.h., condizione in cui i campioni sono sottoposti a carichi di polarizzazione. Tuttavia questo è diventato meno rilevante ad oggi a causa dei progressi nei materiali utilizzati in imballaggio e passivazione.

Al contrario, le condizioni di test HAST utilizzano una temperatura elevata di almeno 100°C, in genere intorno a 105°C, insieme ad un’umidità relativa elevata di circa l’85% e in combinazione con un’alta pressione atmosferica fino a 4 atmosfere. Esiste anche una versione satura del test HAST che utilizza una temperatura di 121°C e un’umidità relativa del 100%. Se i componenti vengono testati in operatività, di solito viene eseguito il test con l’85% di umidità relativa. Questi parametri ambientali forniscono un metodo accelerato di verifica dell’affidabilità dei componenti che trova rapidamente difetti nascosti che potrebbero causare guasti durante l’uso a lungo termine.

Esistono diversi standard per i test HAST di IEC, JESD, JIS e JEITA, tutti indicano diverse combinazioni di temperatura e RH e sono utilizzati per situazioni diverse. I più comuni sono:

  • IEC 60068-2-66 – Utilizzato per i componenti elettronici compatti non ermeticamente sigillati
  • IEC 60749-4 – Utilizzato principalmente per semiconduttori
  • JESD020C – Utilizzato per effettuare test di resistenza di riscaldamento della saldatura
  • JESD22-A104D – Test della temperatura ciclica per coprire i test di interconnessione dei componenti e delle saldature
  • JESD22-B102E – Test per resistenza all’umidità accelerata, autoclave non distorto
  • JESD22-A108B – Test di temperatura elevata (HTOL)
  • JESD22-A102C – Utilizzato per provare la resistenza all’umidità accelerata di dispositivi su semiconduttori non ermeticamente sigillati
  • JESD22-A110C – Utilizzato per dispositivi su semiconduttori non ermeticamente sigillati mentre è alimentato per valutare l’affidabilità
  • JESD22-A118Valuta l’affidabilità dei dispositivi non alimentati a semiconduttore non sigillati ermeticamente
  • JIS C60068-2-66 – Utilizzato per testare componenti elettronici compatti
  • Metodo JEITA ED-4701/100 103 Verifica la durata dei semiconduttori che vengono immagazzinati o usati all’interno di un’atmosfera ad alta temperatura e umidità

 

Hast test in pratica

Il test stress ad alta accelerazione, abbreviato in HAST , viene eseguito con camere di prova dedicate e progettate per soddisfare i requsiti del test e sono impiegate per sostituire le camere di prova THB esistenti che utilizzano meccanismi a bulbo umido / bulbo secco per controllare l’umidità. La camera climatica, che controlla temperatura umidità e pressione, è indispesabile per fornire risultati più veloci in tutte le condizioni.

Il test HAST è particolarmente utile durante le modifiche del prodotto in cui le regolazioni potrebbero potenzialmente accelerare la corrosione del metallo, con risultati ottenibili molto più rapidamente rispetto alle alternative e di conseguenza con un impatto significativo sui tempi di sviluppo. L’HAST test è la migliore opzione per testare qualsiasi tipo di corrosione causata dall’umidità.

Inoltre fornisce risultati di test completi di tutti i componenti soggetti al deterioramento, le prestazioni complessive comprese le prestazioni dei componenti sigillati in plastica in una varietà di condizioni, incluso un test di vibrazione. L’approccio HAST fornisce il vero test d’urto che offre una visione generale della prestazione del prodotto.

 

Conclusione

Con la sua flessibilità e intensità a fornire una varietà di risultati di test in un breve lasso di tempo, i HAST test sono indispensabili per il moderno ciclo di produzione. Fondamentalmente, il processo di test HAST consente sia il test saturo che insaturo dei componenti all’interno del ciclo di test, e per i componenti sigillati in plastica o altri progettati per essere sigillati a livello ambientale. Esso fornisce un risultato più snello e più efficace che migliora considerevolmente i processi di sviluppo del prodotto. Qualunque siano gli standard di test utilizzati, la possibilità di eseguire test in giorni, anziché in mesi, crea nuove opportunità per lo sviluppo del prodotto. In questo senso viene agevolato il processo di test delle organizzazioni che forniscono risposte più rapide alle mutevoli esigenze di produzione, migliorare le prestazioni e aumentare la soddisfazione degli utenti.