Test di Prodotto per Generi Alimentari: Norme ed Applicazioni

 

Gli alimenti che riempiono gli scaffali dei nostri supermercati sono in gran parte il risultato di elaborati processi industriali. Il prodotto finito che finisce sulle nostre tavole, però, deve soddisfare diversi requisiti molto severi prima di uscire dalla fabbrica.

 

Con tali norme si fa spesso riferimento alle regole base HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points), norma “autoregolante” che definisce come, nella totalità del processo di produzione di un bene commestibile, l’azienda in questione debba garantirne l’igiene e la sicurezza per il consumatore, attraverso processi standard sistematici e documentabili.

 

Anche Il codice FSSC 22000, standard direttamente collegato alla ISO 2200, certifica l’igiene e la sicurezza alimentare, ed è completato proprio dalla TS 22002-1 per gli alimenti e dalla TS 22002-12 per il packaging relativo.

 

I test climatici per gli alimenti, come i sopra citati, riguardano il prodotto e tutti gli aromi e sostanze che lo compongono, ma anche lo stesso packaging che li contiene, per il quale viene valutata la sua integrità e il contatto con l’alimento stesso.

I test sul packaging servono anche a confermare le caratteristiche di colore e resistenza rispetto al calore e alla luce, anche molto tempo dopo la vendita e quindi all’esposizione con i vari agenti.

Test di Stabilità

 

Le caratteristiche del test su generi alimentari vengono spesso associate nella stessa categoria dei prodotti dell’industria cosmetica e farmaceutica.

 

Tutte queste prove sono definite prove di stabilità.

 

Il motivo di questa nomenclatura è che la temperatura alla quale vengono sottoposti i provini resta costante per un determinato periodo di tempo.

Il test di stabilità si contrappone ai cicli di temperatura, prove in cui la temperatura viene programmata tramite il controllore con cui la camera è equipaggiata, in diversi cicli automatici con temperature diverse

 

Questa tipologia di test è molto diffusa nei settori automobilistico ed aerospaziale.

 

Prove Climatiche per Alimenti

 

I test climatici, generalmente, comprendono sia il controllo della temperatura che quello dell’umidità, per simulare la reale umidità dell’aria, ma anche, in alcuni casi, dell’illuminazione.

 

Le prove climatiche per gli alimenti definiscono la loro durata (ciclo di vita del prodotto) e quindi la data di scadenza (shelf-life o durata a scaffale). 

Le cosiddette prove on-going di stabilità confermano o smentiscono se il bene in questione possa mantenere inalterate le sue proprietà organolettiche anche dopo la data di scadenza.

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Il test di Invecchiamento Accelerato

 

Nel corso del test di invecchiamento accelerato, la temperatura è portata molto in alto o molto in basso, per scoprire le diverse reazioni a condizioni climatiche differenti.

Questa prova viene effettuata per simulare l’invecchiamento reale dei prodotti nel loro vero ciclo di vita. 

 

I tempi industriali, però, devono essere molto più brevi di quelli post-vendita. 

 

Per due motivi principali:

 

  • Le aziende devono rinnovare costantemente il loro parco prodotti per restare competitive rispetto alla concorrenza
  • Anche si trattasse di un solo singolo bene da dover testare, sia per motivi di tempo che di costo, non è possibile per un’azienda poter attendere due anni di test, per riprodurre una situazione reale

 

La temperatura di prova sarà quindi più alta di ogni temperatura possibile che i prodotti affronteranno realmente nel loro ciclo di vita, proprio in modo da realizzare, in settimane, quello che normalmente si dovrebbe verificare in anni.

Per quanto riguarda invece il parametro di illuminazione, quando si testano le conseguenze della luce sui prodotti alimentari, parliamo di prove di fotostabilità, per simulazione delle condizioni di giorno e notte.

Camera Climatica per Alimenti

 

Le camere climatiche per test di stabilità spesso sono fornite con porta di vetro per permettere all’operatore di studiare i progressi del suo campione in tempo reale ed eventualmente maneggiarli e condizionarli.

 

La temperatura di servizio è di solito 0/70° (in alcuni casi -25/70°).

 

Il volume dipende certamente dalla tipologia di campione da analizzare, ma trattandosi di generi alimentari, tendenzialmente si opta per una camera di piccole dimensioni.

Il controllore di riferimento, vista la mancanza del requisito di programmare automaticamente cicli di temperatura, sarà un programmer del tipo stillFACE.

 

FDM produce camere climatiche dal 1949, ed offre la soluzione più adeguata per ogni requisito nell’industria alimentare, cosmetica e farmaceutica, per test di stabilità e di invecchiamento accelerato.

 

I volumi sono molteplici, da 140 a 2300 litri per questo campo specifico.

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